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| Tutti a scuola gli assessori della provincia di Genova |
C’era un tempo in cui, molti anni fa gli amministratori eletti dal popolo, governavano gli enti locali con capacità ed autorità; un tempo in cui nessun partito avrebbe mai proposto come Assessore di una qualunque Giunta qualcuno che non avrebbe dimostrato, dopo lunga e provata gavetta, di esserne all’altezza, di conoscere la macchina pubblica, e questo non solo per il bene della comunità amministrata, quanto soprattutto per pudore e per convenienza politica, poiché chi mai avrebbe rivotato un incapace!? Erano i tempi in cui le amministrazioni erano immagine del loro esecutivo, tempi lontani in cui era legge la lingua dell’Assessore e timore la sua visita accigliata tra i dipendenti e i funzionari, chiamati a rendere conto del loro operare. Si può forse dire che erano tempi in cui gli enti avevano un significato, anche per il cittadino, ed in qualche segreto modo funzionava una politica fatta anche di bocche da sfamare, e non solo di calcoli e parole, di consulenze e regali. Erano ormai mille anni fa, quando stavamo peggio, come si diceva. Ora invece, che stiamo meglio, nemmeno più si cerca di nascondere una manifesta incompetenza politica, amministrativa ed umana, di persone dai mestieri dubbi, che si lanciano senza freni, e per la verità senza arte, sul palcoscenico della politica; Assessori del tutto improvvisati, incapaci di vedere cos’è l’amministrazione che governano, presi in giro e comandati da funzionari tronfi e megalomani che nel frattempo svuotano le casse degli enti e magari riempiono silenziosamente le loro. Così eccoci ad oggi in un presente patetico, in cui un Presidente di secondo mandato, dopo mesi dal principio di questo incarico, decide di far rimettere il grembiulino alla sua Giunta ed inviarla a scuola; e badate bene, non all’università, bensì alle elementari ad imparare che cos’è un ente locale, che servizi ha e come si governa. E sulla cattedra proprio quei dirigenti che, sbeffeggiando ogni giorno i loro governanti ed i cittadini, ora possono togliersi anche lo sfizio di dire ad un Presidente: stia zitto se non è interrogato. Povera Genova e povera Italia……
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