Traditi da Italia dei Valori
Settimana di minacce, veleni, polemiche e rissa verbale finale: questo il resoconto del consiglio municipale svoltosi ieri alla presenza di decine di persone incuriosite e imbestialite a fine riunione: ma andiamo con ordine.
C’erano tanta attesa e curiosità, ieri a Molassana, per lo svolgimento del consiglio municipale dove si sarebbe deciso il futuro dell’attuale giunta, sfiduciata dal centro destra (con l’appoggio morale di tre consiglieri del centro sinistra quali Russo, Carpi e Foglino) e a serio rischio di riconferma. Attesa resa ancor più “interessante” soprattutto dopo aver reso pubblico, noi del Giornale, le pesanti minacce rivolte da tempo ad Agostino Gianelli da parte di ignoti, affinché lo stesso di dimettesse da tale incarico e dalle minacce telefoniche ricevute (e denunciate) da Vittorio Carpi proprio poche ore prima dello svolgimento del consiglio, perche non votasse a favore del centro destra. Dopo le espressioni di sentimento a Gianelli per le minacce ricevute, cominciano le dichiarazioni di fiducia e piccanti, come quella di Fiorella Bazzurro: “Caro presidente, pur essendo solidale con lei, vorrei sottolineare che sono (e soltanto io...) abbastanza perplessa su tale minacce, guarda caso proprio alla vigilia di una importante discussione salta fuori questa lettera sospetta, non vorrei fosse una mossa politica”. Subito dopo, prendono la parola nell’ordine Maurizio Uremassi, Marco Tagliafico, Domenico Morabito, Vittorio Carpi, Giuseppe Russo e Roberto Foglino che all’unisono, spiegano perchè sono daccordo sulla mozione di sfiducia e concordi sul fatto che la giunta fino a oggi ha mal, poco lavorato e che quindi bisogna cambiare. A questo punto i giochi sembravano fatti non a caso, dieci consiglieri di minoranza più tre di maggioranza (Russo, Carpi e Foglino) favorevoli alla mozione, facevano contare 13 contro 11: un risultato che dopo quello di Sampierdarena, avrebbe fatto perdere alla sinistra anche la conduzione del municipio di Molassana. Nemmeno le parole di Gianelli, che come aveva anticipato al nostro giornale, proponeva di rinunciare al voto per fare un rimpasto della giunta, convincevano l’opposizione e quindi, dopo una sosta di 15 minuti, si andava al voto. Votazione che ha presentato il colpo di scena finale infatti, quando i consiglieri che avevano votato contrario erano 12 e l’ultimo voto spettava a Foglino, quest’ultimo a sorpresa votava contro e pareggiava i conti, fatto che ufficialmente permetteva di respingere la mozione di sfiducia.. Proprio a quel punto, quando la segretaria ufficializzava la bocciatura del documento, sono volate parolacce, applausi di sfottò, fogli e offese di ogni tipo: naturalmente rivolte tutte a Roberto Foglino. “Sei, un pagliaccio, sei un venduto, sei un traditore” urlavano i consiglieri del centro destra, appoggiati anche da Carpi e Russo, “ammoniti” in precedenza dal presidente Gianelli che se avessero votato a favore della mozione, in seguito non avrebbero potuto far parte della maggioranza. Lapidario e allibito Domenico Morabito: “Non riesco a crederci, Foglino ha fomentato questo documento di sfiducia verso la sua giunta, ha trattato e lavorato sottobanco con noi per parecchi mesi, lo dimostrano le e mail intercorse fra noi e lui, e alla fine volta la faccia vergognosamente”. Più dure sono invece le dichiarazioni di Fersidio Censi, capogruppo della Lega Nord: “Avevano paura che qualche mio conigliere non si presentasse e alla fine siamo stati traditi da un giovanotto eletto con 14 voti e che si è venduto all’ultimo secondo per un piatto di lenticchie”. Fino a ieri di tutto era successo al municipio di Molassana, ma una presa in giro così grande (degna di scherzi a parte) e cioè, appartenere al centro sinistra, lavorare di nascosto contro la propria maggioranza, proporre un documento di sfiducia alla minoranza, assicurare di votarlo e tirarsi indietro all’ultimo sospiro, mai prima d’ora era successo.
di Francesco Guzzardi
Genova, 30 ottobre 2009