Tutto ha inizio quando il Circolo La Mia Terra conducendo
un’ indagine dello scorso luglio (2007) ha chiesto
ai cittadini di San Gottardo, ed eletti del Municipio cosa
ci potevano dire del posizionamento alquanto approssimativo
di quelle fioriere lungo la via Piacenza e la via Emilia.
Ecco cosa è stato registrato: racconta Rita Falconieri,
abitante di via Piacenza – uscendo di casa, proprio
davanti al portone mi sono trovata un contenitore di plastica
marrone, subito non ho capito che cosa fosse”. “In
un primo momento – continua – credevo che fosse
un terrario in cui i cani potevano andare ad espletare i
propri bisognini. Ma poi – aggiunge – mi sembrava
troppo piccolo per quelli di grossa taglia e troppo alto
per quelli di piccola”. Ma che cosa fosse questa
sorta di cassetta nessuno se lo è saputo spiegare.
Finché, qualche settimana dopo, hanno visto riempirla
di terra. “Allora lì abbiamo capito – dice
Andrea Brundu, consigliere del gruppo misto del Municipio
IV Media Val Bisagno – erano dei portafiori”.
Sono stati posizionati, come si dice a Genova “a muzzo”,
cioè buttati qua e là, un po’ per tutta
via Piacenza e via Emilia. Soprattutto vicino ai contenitori
della spazzatura. “Così le persone – spiega
Domenico Morabito, consigliere di Alleanza Nazionale anch’egli
del Municipio IV Medio Val Bisagno – hanno pensato
che fossero un supplemento ai “porta rumenta” e
hanno iniziato a riempirle di spazzatura”. Ad oggi,
infatti, pieni di terra ma vuoti di fiori, sono ricoperti
di gusci di uova, scatolette di mangiare per cani e gatti,
minestre rovesciate, bucce di banane. “Molte di queste
cassette – continuano Brundu e Morabito – sono
poste sulla carreggiata e intralciano il passaggio. Di notte
non si vedono. Le macchine vanno loro contro quando parcheggiano
perché riducono lo spazio di manovra”. Molte
cassette, infatti, sono già rotte.
“Tante sono state portate via – dice Eugenio Picilli, esercente
di via Piacenza – li ho visti proprio io con i miei occhi svuotare le
cassette, appilarle e metterle in macchina. Sono leggere e se qualcuno ha un
terrazzo o un giardino le può tranquillamente utilizzare”.
Le fioriere, che poi si è scoperto sono costate al Comune
30 mila euro, provengono dagli oneri di urbanizzazione che
aveva pagato la ditta “Stefan” per aprire un grosso
punto vendita in zona e con i quali il Civ (centro integrato
di via) di San Gottardo aveva ideato e realizzato un grosso
progetto per rendere più vivibile la zona.
“E’ un progetto importante – continua Picilli – che
sottostà ad un protocollo d’intesa con il Comune, al quale però,
quest’ultimo, non ha tenuto fede”. “Noi infatti avevamo richiesto – continua – delle
vere e proprie siepi per nascondere i contenitori della spazzatura. Loro invece,
senza chiedere niente a nessuno, con una rapida gara d’appalto, hanno
speso 30 mila euro per queste inutili e brutte fioriere buttate qua e là ad
intralcio dei passanti sui marciapiedi, e dei posteggi”. “Inoltre – continua
Picilli – l’Aster non ha voluto mettere i fiori dentro perché il
Municipio pagava troppo poco, pare solo 1500 euro. Così noi ci siamo
messi d’accordo con i ragazzi dell’istituto agrario “Marsano” che
vengano loro a piantumare le fioriere”
Non solo. Il Civ ha anche indetto un concorso tra i cittadini
che si prendano in gestione queste fioriere. Si chiama “La
fioriera del vicino è sempre più verde”.
I due pollici verdi che cureranno meglio la propria fioriera,
vinceranno rispettivamente due buoni di 100 e 50 euro da spendere
nei negozi del Civ Gottardino.
“Avrebbero dovuto metterle con criterio- continua Domenico Morabito – in
questo modo possono essere soggette a contestazione di illecito amministrativo
per quanto previsto dal Codice della Strada”.
“Ma invece di spendere i soldi così inutilmente – si infuria
Rita Falconieri – avrebbero potuto aggiustare i marciapiedi, abbattere
le barriere architettoniche per i portatori di handicap, asfaltare la strada
e riempire i buchi pericolosi soprattutto per i motociclisti”.
Per completare l’opera, sui marciapiedi, vicino ad alcune
di queste fioriere sono anche state posizionate delle mini
casette si plastica sempre marrone che servono per buttare
la carta, i biglietti dell’autobus e la spazzatura di
piccole dimensioni. Sono però difficilissime da svuotare
perché il tetto a spiovente che le ricopre non permette
di girarle per svuotarle e l’operatore ecologico deve
entrare dentro con le mani per togliere il sacchetto di cui
dovrebbero essere munite. Ma purtroppo si è visto che
non in tutte è così. E, tra un po’, anche
loro traboccheranno di rumenta, difficilissima da togliere.
Da qui tutto il resto…di polemiche, sospetti, stranezze,
accuse ecc..ecc……..leggi i vari articoli.
Luglio 2007
M.G.- inviato del Circolo la Mia Terra |