11 Marzo 2008
Purtroppo si sta verificando ciò che molti paventavano: all'interno del PDL le componenti che provengono da Forza Italia, superiori per numero e per brama di potere, stanno fagocitando quelle provenienti da AN. Sono anche accaduti alcuni spiacevoli episodi di intolleranza ai gazebo, passati furbescamente sotto silenzio, che hanno visto protagoniste le due fazioni. Liti vere e proprie, per lo più dovute alle prepotenza degli ex forzitalioti. Nelle liste poi, la voce dei berlusconiani si è fatta soverchiante. Diciamolo, spesso hanno deciso loro i nomi delle candidati di AN, emarginando dove gli conveniva, promuovendo dove preferivano. La situazione è questa e non ci sorprende. Pesce grosso mangia pesce piccolo, Berlusca lo sapeva bene quando concluse il patto leonino con Fini. E intanto le idee guida della destra si annacquano o addirittura vanno a dissolversi nel pantano generico-liberista del PDL. Le conseguenze possono essere soltanto tre: una parte consistente e sanguigna di ex aennini trasborderà ne La Destra. Molti altri abdicheranno e per restare nell'aura del potere si lasceranno assorbire all'interno del PDL, senza colpo ferire, il cervello resettato e le mani nettate. Una terza componente, quella più colta e politicamente avvertita tenterà, vinte le elezioni, di ravvivare l'autentica fiamma delle idee e della tradizione provocando un dibattito interno al nascente megapartito. Non dimentichiamo che AN formalmente è ancora in vita e in autunno ci sarà il tanto agognato congresso. In quella sede vedremo il da farsi e assisteremo alla resa dei conti.
Maurizio Gregorini (
http://ilneoaristocratico.blogspot.com )