|
 |
| |
| Onore agli Eroi Caduti a Nassiriya |
(di Carmelo Assenza)
Fratelli d’Italia. Con questo incipit ho deciso di iniziare
quello che non vuole essere un articolo commemorativo, ma un omaggio
per quei ragazzi, quegli Eroi in missione di pace in Iraq che sono
caduti per la libertà di un Paese straniero, ma dove loro
volevano portare libertà, pace e democrazia.
Ore 8.40 di mercoledì 12 novembre 2003, Nassirya (Iraq).
L’Italia è in lutto, piange i suoi Figli ed i suoi
Fratelli. Un autocarro kamikaze si fa esplodere nel comando italiano
locale e compie una strage: alla fine i Nostri Compatrioti uccisi
saranno 19, di cui 12 Carabinieri, 5 Soldati dell’Esercito
e 2 civili.
Una fredda mattina di novembre è interrotta qui in Italia
da una edizione straordinaria dei TG: dapprima la curiosità,
poi il dolore. Il dolore per una strage che nessun Italiano meritava,
perché nessun Italiano ha mai sparato un solo colpo d’arma
da fuoco sul territorio iracheno, perché la nostra unica
missione, la loro ultima missione, era di portare un aiuto alle
popolazioni sconvolte dalla guerra, una guerra che non è
finita il 1° maggio come ha annunciato il Presidente U.S.A.
Bush, e che ancora porterà dolore e morte a molti. Ma noi
Italiani non siamo in guerra, non lo siamo mai stati. E allora perché?
Perché oggi, martedì 17 novembre 2003, stiamo piangendo
in ogni parte d’Italia i nostri Eroi, chi a Roma al Vittoriano,
chi davanti al televisore per assistere alla cerimonia funebre,
chi sulle tombe dei propri familiari caduti per la pace nella Basilica
di San Paolo? Perché Noi Italiani abbiamo scelto di lottare
contro il terrorismo, contro chi odia la vita, contro chi ha fatto
piombare nell’incubo l’America quel maledetto 11 settembre
2001 e che ora ha unito Noi Italiani in questo momento di dolore
nazionale. Si, perché gli Italiani, dopo la strage, hanno
riscoperto il valore della Patria e del coraggio, si sono stretti
assieme per celebrare i nostri Eroi e per stare accanto alle loro
famiglie, a cui bisogna stare accanto ora e domani. Perché
chi si è sacrificato per la pace non va dimenticato, né
ora né mai.
E’ stato commovente vedere centinaia di migliaia di persone
andare in pellegrinaggio all’Altare della Patria per rendere
omaggio ai Caduti e per dire loro ancora una volta grazie, perché
le loro gesta non solo sono apprezzate da tutto il mondo, che riconosce
all’Italia un ruolo fondamentale nelle missioni di pace, ma
rendono Noi Italiani orgogliosi della Nostra Nazione e della Nostra
Patria. E’ stato un afflusso spontaneo, migliaia di persone,
tra cui molti giovani, si sono recati al Vittoriano per posare mazzi
di fiori e biglietti di ringraziamento e di elogio sulla scalinata
del monumento.
Il Popolo Italiano non ha voltato loro le spalle, ha avuto pietà
per quanto è successo ed ha reso loro tutti gli onori che
un popolo possa dare a questi portatori di pace nel mondo. Un cordoglio
che è andato al di là del colore politico, anche coloro
che erano e sono tuttora contrari all’invio di nostri soldati
in Iraq si sono stretti al dolore che ci ha colpito. Non è
il momento delle polemiche, ma da italiano ho provato schifo e vergogna
nel sentire anarchici (che non fanno parte del mondo politico, ma
dell’area sovversiva) dire che non provano dolore per quel
che è accaduto, perché i soldati erano comunque in
guerra. Nessuna polemica in questo momento, ma solo disprezzo e
schifo per queste bande di ragazzetti, che pensano che la pace si
faccia con una cannabis in una mano ed una spranga nell’altra.
Nessuna polemica ora. Ora no. Ora è il momento del dolore
e del ricordo.
L’Italia si è stretta anche attorno ai Reduci, a coloro
che sono tornati feriti, a coloro che non sanno darsi una spiegazione
del perché loro siano tornati a casa vivi ed i loro commilitoni
no. Anche Voi siete degli Eroi, perché avete saputo rendere
onore ai vostri commilitoni caduti con le vostre parole di omaggio,
con il vostro dolore e con le vostre lacrime. Ma avete un merito
particolare, di cui non solo l’Italia, ma tutto il Mondo vi
è grato: avete espresso la volontà di tornare al più
presto in Iraq, per continuare la vostra missione di pace. Non ci
sono parole per esprimere quello che gli Italiani hanno provato
nel sentire queste parole: dirVi grazie non sarebbe abbastanza,
le lacrime che abbiamo versato per la commozione nell’ udire
queste parole non sono nulla rispetto a quelle dei familiari dei
Caduti ed alle Vostre, ciò che fate per tutti non è
elogiabile in nessun modo che sia degno del Vostro rispetto. Perché
è questo che meritate, rispetto e gratitudine. Molto spesso
le Forza Armate non hanno avuto il rispetto e la gratitudine che
meritavano, spesso anzi si sono trovate sul banco degli imputati
e si sono colpevolizzate senza motivo. In questo momento di Unità
Nazionale “l’Italia s’è desta”: ha
finalmente riconosciuto alle Nostre Forze Armate un ruolo primario
per la realizzazione della pace mondiale, per la pace che tutti
Noi Italiani vogliamo.
Alcuni movimenti politici minoritari hanno preteso il ritiro immediato
delle Nostre Truppe: ma Voi, Valorosi Reduci, Voi volete tornare
in qui luoghi dove dei Vostri e Nostri Fratelli hanno perso la vita,
perché il loro sacrificio non sia inutile, perché
è questo che Voi volete, concludere la missione di pace che
avevate intrapreso assieme a Loro e rendere in questo modo Onore
Perpetuo alla Loro Memoria ed alla Vostra e Loro missione.
Quando, durante i funerali, sono lette le Preghiere del Soldato
e del Carabiniere, la Basilica di San Paolo si unisce in un solo
applauso: è in questo modo che l’Italia Vi rende omaggio,
anche se non sarà mai degno della Vostra Memoria.
Il Silenzio, che scandisce i momenti finali della cerimonia funebre,
è un silenzio che forse non avrà mai fine: Voi, da
lassù, continuerete la Vostra missione, e Noi, qui, non smetteremo
mai di ricordarVi.
Il Vostro Sacrificio merita i più Alti Onori che un uomo
merita di ricevere, l’Italia è accanto a Voi, ai Vostri
familiari ed ai Reduci!
Non dimentichiamo mai quanto è accaduto e quanto stiamo soffrendo,
non dimentichiamo che la Nostra sola certezza è di essere
Italiani e che ci sono stati, e ci saranno sempre, degli Italiani
che sono Caduti orgogliosi della Nostra Patria!
Non dimentichiamo questi giorni di Unità Nazionale, in cui
il Sacrificio di questi Eroi ha riportato nella coscienza di un
Popolo l’Orgoglio Nazionale!
Non dimentichiamo che siamo e saremo sempre una Patria!
Ricordiamo in Eterno i Nostri Caduti per la Pace!
Tutti i militari Caduti nella strage saranno promossi al grado superiore
a quello che avevano prima della tragedia.
Questi sono i nomi degli Eroi Caduti per la Pace
a Nassirya:
· Enzo Fregosi, Sottotenente dei Carabinieri
· Alfonso Trincone, Sottotenente dei Carabinieri
· Giovanni Cavallaro, Sottotenente dei Carabinieri
· Filippo Merlino, Sottotenente dei Carabinieri
· Massimiliano Bruno, Maresciallo A.s. U.p.s. dei Carabinieri
· Alfio Ragazzi, Maresciallo A.s. U.p.s. dei Carabinieri
· Daniele Ghione, Maresciallo Capo dei Carabinieri
· Giuseppe Coletta, Brigadiere dei Carabinieri
· Ivan Ghitti, Brigadiere dei Carabinieri
· Domenico Intravaia, Vice Brigadiere dei Carabinieri
· Andrea Filippa, Appuntato dei Carabinieri
· Orazio Maiorana, Appuntato dei Carabinieri
· Massimiliano Ficuciello, Capitano dell’Esercito
· Silvio Olla, Maresciallo Capo dell’Esercito
· Emanuele Ferraro, Caporal Maggiore Capo scelto dell’Esercito
· Sandro Carrisi, 1°Caporal Maggiore dell’Esercito
· Pietro Petrucci, Caporal Maggiore dell’Esercito
· Stefano Rolla, civile
· Marco Beci, civile
|